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Six policiers tués dans une embuscade maoïste

21/05/2018

Hier dimanche 20 mai, six policiers ont été tué dans une explosion d’un IED déclenchée par les Naxalites. Cette explosion visait leur véhicule alors qu’ils étaient en patrouille dans le village de Cholnar situé dans l’Etat du Chattisgarh, au centre de l’Inde. L’explosion avait tué cinq policiers sur le coup, en blessant deux autres. L’un d’entre eux a succombé à ses blessures. Suite à cette attaque, les autorités ont annoncé qu’elles allaient dépêcher des renforts de policiers et de militaires sur place.

Embuscade maoïste

Une première prison haute-sécurité dans le Bihar

18/05/2018

En janvier dernier, le gouvernement du Bihar a annoncé sa décision de construire une nouvelle prison haute-sécurité pour incarcérer les maoïstes dans la banlieue de Patna. En raison de la densité de population dans la zone, il vient d’annoncer un changement de site pour ce pénitencier, une première en Inde. Finalement, le complexe sera construit au sein de la Bhagalpur Central Jail. Les modalités précises de sa construction seront données durant le mois de juin. Des centaines de guérilleros maoïstes sont actuellement incarcérés dans de nombreuses prisons du Bihar, et le gouvernement souhaite aujourd’hui les rassembler dans un lieu hautement sécurisé. Le bâtiment disposera de nombreux dispositifs sécuritaires. Le but avoué est de prévenir toute nouvelle évasion de masse comme le parti maoïste a pu en mettre en oeuvre ces dernières années, important camouflet pour les autorités.

Prison dans le Bihar

Maoisti bruciano 10 veicoli in Jarkhand

18/05/2018

Mercoledì 9 maggio, guerriglieri maoisti hanno dato alle fiamme 10 veicoli usati per la costruzione di strade, nel distretto Giridih, in Jharhand.

Secondo la polizia una trentina di maoisti ha fatto irruzione in una società privata per la costruzione di strade a Pirtand. Hanno chiesto ai lavoratori di andarsene per poter versare kerosene sui veicoli e incendiarli.

I maoisti hanno abbandonato il posto dopo l’incendio.

La società privata è coinvolta nella costruzione di una strada di 30 km fra Chirki e Palma nello stesso distretto

Fonti informate della polizia hanno dichiarato che il rifiuto di pagare la tassa potrebbe essere la ragione che sta dietro all’incendio.

Maoisti attivi in 18 dei 24 distretti dello Stato danno regolarmente alle fiamme veicoli implicati nella costruzione di strade quando si rifiuta il pagamento della tassa.


C’erano civili fra i naxaliti uccisi nel “combattimento” nel Gadchiroli?

18/05/2018

Quasi tre settimane dopo che commandos C-60 della polizia del Gadchiroli hanno assassinato 40 persone in un presunto combattimento sulle rive del fiume Indravati, il gruppo vietato, il Partito comunista dell’India (maoista) ha emesso una dichiarazione di condanna delle uccisioni. Mentre la veridicità della fonte di questa dichiarazione non ha potuto essere verificata in modo indipendente, si dichiara che la lettera sia stata scritta da Shrinivas, segretario dell’Ufficio sub-zonale occidentale del Comitato speciale di zona in Dandakaranya. La lettera ha identificato e stabilito che 22 degli uccisi appartenevano al gruppo di ribellione armata.

Se la dichiarazione è qualcosa su cui basarsi, la polizia del Gadchiroli avrà alcune spiegazioni relative ai ribelli, dato che almeno tre persone indicate sulla lista delle vittime divulgata dalla polizia erano “civili” e appartenevano a nessun gruppo. Nella lettera si afferma che non è stato possibile avere informazioni sugli altri uccisi e quindi non si è potuto confermare l’identità delle altre 15 persone uccise nella sparatoria della polizia.

Già gruppi per i diritti civili e locali hanno contestato le affermazioni della polizia, dichiarando che la sparatoria non è stata condotta per autodifesa, ma è stata una tattica ben pianificata, elaborata in base a dati del servizio di intelligence ricevuti dalla polizia. Il rapporto di The Wire ha pure sollevato seri dubbi sulla versione della polizia.

Si teme che otto persone, la maggior parte minorenni del villaggio di Gattapalli nel Gadchiroli, siano state uccise nella sparatoria e la loro partecipazione al movimento è improbabile, secondo quanto dicono le famiglie e in base alle circostanze in cui si sarebbero recati sul luogo della sparatoria. Le loro famiglie hanno sostenuto che gli otto giovani – 5 ragazze e 3 ragazzi – avevano lasciato Gattapalli per partecipare a un matrimonio nel vicino villaggio di Kasansur dove la polizia ha aperto il fuoco il 22 aprile.

La lettera di quattro pagine firmata e pubblicata il 26 aprile è apparsa solo due giorni fa. Unitamente a una dichiarazione dettagliata di condanna delle uccisioni, la lettera comprende pure la pubblicazione di  foto degli uccisi nella sparatoria. Un’intera pagina è dedicata all’elenco delle 22 persone che rivendicano l’appartenenza al gruppo ribelle, con il loro grado nel partito. Tre sono state identificate come “civili” e si sostiene che una di loro sia stata costretta a indossare la tuta mimetica.

Secondo l’elenco, tre commando cruciali dei gruppi naxaliti – Sainath alias Dolesh Madhi Atram (32), il supposto comandante di Permelli Dalam (che secondo la polizia recentemente è stato elevato a membro del comitato divisionale) da Gattapalli, il membro di grado gerarchico del comitato divisionale (noto volgarmente come ‘DVC’), Naxal Srinu alias Srinath e Nandu – erano fra gli uccisi nell’imboscata. Oltre a loro, sei erano vice comandanti, quattro membri del comitato di partito e i rimanenti membri del partito. Srinu, 45 anni, è il maggiore ad essere ucciso nella sparatoria. Il più giovane era una 18enne, Bujji Punem alias Kranti originaria di Korsagudem nel distretto di Bijapur (Chhattisgarh). La lettera ha affermato che questi 22 presunti naxaliti uccisi erano parte della Campagna controffensiva tecnica (TCOC) dalla regione Aheri-Perimili e si erano riuniti a discutere dei loro ulteriori piani d’azione. Nella lettera si asserisce che questa è stata la loro peggiore perdita nel corso dei 38 anni di presenza del  movimento nella regione del Gadchiroli.

Il sovrintendente distrettuale di polizia, Abhinav Deshmukh, ha dichiarato che, mentre la fonte dell’elenco non è ancora confermata, l’elenco comprende alcuni altri nomi che la polizia non aveva trovato prima. “Alcuni nomi e foto non corrispondono e alcuni nuovi nomi sono indicati nella lista. Li stiamo verificando. La nostra inchiesta si è imbattuta in nuove prove ed è probabile che oltre 60 naxaliti fossero presenti sul posto”, ha detto Deshmukh a The Wire.

Finora la polizia sostiene d’aver identificato 19 corpi, 15 dei quali consegnati alle rispettive famiglie. Deshmukh ha detto che i suoi funzionari erano sul punto di verificare l’identità di quattro altre persone. “Altri corpi vanno verificati tramite campioni di DNA raccolti fra quelli fuoriusciti. È un processo lungo”, ha aggiunto.

I rapporti iniziali avevano precisato che la polizia era riuscita a uccidere 40 “naxaliti” nello scambio di fuoco mortale. Nessun poliziotto è stato ferito nella supposta “sparatoria”. La polizia ha detto che i suoi oltre 150 commando C-60 sono penetrati nella foresta del villaggio di Kasansur nell’area Etapalli alle prime ore dell’alba del 22 aprile e quando durante il mattino si sono raccolti sulla riva del fiume Indravati, i naxaliti disarmati sono stati uccisi. Finora la polizia ha confermato e consegnato solo il corpo di una ragazza alla propria famiglia. Lo stesso giorno sedici corpi sono stati recuperati dal fiume e altri 18 nei giorni seguenti. Altre sei persone, fra cui Nandu, sono state uccise il 23 aprile vicino alla zona Kapewancha,  nella foresta Rajaram Khandla.

La polizia ha pure cominciato a procedere per l’eliminazione dei corpi abbandonati. “Abbiamo raccolto i loro campioni di DNA e già eliminato 20 corpi con il permesso del giudice sub-divisionale. Non esistono regole su quanto a lungo il corpo deve essere conservato. Il procedimento di eliminazione dei corpi è stato videografato. Tutti i corpi sono stati sepolti in caso sorga l’esigenza di esumarle”, ha detto Deshmukh a The Wire.

Sono state ordinate due inchieste giudiziarie distinte relativamente ai due episodi delle uccisioni. Secondo tale ordine i giudici esecutivi starebbero investigando sulle uccisioni rispetto all’inchiesta giudiziaria ordinata ai sensi dell’art 176 (1A) del Codice di procedura penale (CrPC). Ci sono chiare direttive delle Commissioni nazionali per i diritti umani riguardanti procedure da seguire in caso di omicidi extra-legali. Nel 2016, l’Alta corte di Bombay ha rimproverato il dipartimento carcerario per non aver condotto queste inchieste in caso di morti in prigione. Uccisioni in combattimento sono finora rimaste escluse dal controllo della Corte e sono finite generalmente inosservate e indiscusse.

Il 3 maggio, la polizia del Gadchiroli ha pubblicato un avviso a tutta pagina su un quotidiano leader inglese con indicati cinque nomi e una ricompensa in denaro per persona. L’avviso titolava “Informa, guadagni milioni” ed era pubblicato come parte dell‘ “annuncio pubblico di routine”, ha affermato Deshmukh.

Le cinque persone includono Malojula Venugopal alias Bhupati di  Yedapalli, Karim Nagar in Andhra Pradesh, Dipak alias Milind Teltumde di Rajur in Wani taluka del distretto Yavatmal, Narmada Akka di Guntur in Andhra Pradesh, Joganna alias Chimala Narsayya da Ramgundam di Guntur in Andhra Pradesh e Pahadsingh alias Baburao Topha da Chhuriya taluka nel distretto Rajnandgaon in Chhattisgarh. La ricompensa in contanti va da rupie 60 lakh a rupie 16 lakh.

“ Noi normalmente pubblichiamo avvisi su quotidiani regionali. Solo pochi mesi fa abbiamo diffuso parecchi appelli simili su molti giornali Marathi. Questa è stata la prima volta in cui abbiamo deciso di divulgare un avviso su un quotidiano inglese per raggiungere le masse urbane. Questi naxaliti ricercati hanno sui 50 anni, hanno visitato ospedali e tengono contatti nelle aree urbane. Quindi abbiamo deciso di fare un annuncio con cui poter raggiungere un’utenza più ampia”, ha detto Deshmukh.


Il PCI (maoista) giura di vendicare i quadri assassinati da forze governative, chiama a un bandh nazionale

18/05/2018

Il PCI (maoista) vietato ha giurato di vendicare la morte di 40 quadri in due combattimenti con forze di sicurezza nelle foreste di Rela-Kasnasur e Nainer nel Gadchiroli meridionale il mese scorso.

Manifesti affissi mercoledì notte, 2 maggio, da estremisti di sinistra nel Gadchiroli meridionale affermavano che i maoisti avrebbero vendicato l’ ”assassinio” dei loro compagni per ciò che era “chiaramente una violazione dei diritti umani”.  Hanno pure giurato di punire i “traditori” che facilitavano le operazioni poliziesche.

Ben 34 ribelli sono stati uccisi da forze di sicurezza nella giungla Rela-Kasnasur il 22 aprile e altri sono stati eliminati il giorno successivo in una zona forestale vicino a Nainer. Due anziani maoisti – Srinu, alias Srikanth e Sainath, alias Dolesh Madhi Atram – sono fra gli uccisi.

I manifesti presumibilmente del comitato Gadchiroli meridionale  del PCI (maoista) ha pure chiamato a un bandh venerdì 4 maggio,  per protestare per il “massacro falso e unilaterale”.

Tuttavia, il vice-ispettore generale di polizia, Ankush Shinde, ha sostenuto che entrambi i combattimenti sono veri. “Non ci occorre organizzare combattimenti fittizi. Tutte le loro affermazioni sono false”, ha detto.

Il funzionario di polizia ha chiamato i due combattimenti come “i maggiori colpi ai ribelli” negli ultimi anni. “Con ciò abbiamo praticamente tolto di mezzo quattro dalams (squadre, n.d.t.) di ribelli”, ha aggiunto.

Inoltre, la polizia distrettuale ha annunciato compensi in denaro fino a crores per informazioni fornite che consentano la cattura dei cinque più noti membri del PCI (maoista), fra cui Malojulla Venugopal alias Bhupati, Milind, Teltumde e Narmadakka,  In proposito sono già state diffuse foto dei leader.

Su Bhupati, un tempo segretario della sezione nel Gadchiroli del PCI (maoista), pende una taglia di 60 lakh rupie. Il fratello minore di Kishenji, ucciso nel 2011 nel Bengala occidentale, ora è membro del politburo.

La polizia ha offerto 50 lakh rupie per ogni informazione che permetta la cattura di Teltumde, in precedenza segretario della sezione in Maharashtra del PCI (maoista). Un membro del Comitato centrale, sua moglie Angela, è stato arrestato dalla polizia di Stato un paio d’anni fa.

Chiunque fornisca informazioni su Narmadakka, l’unica attivista donna nel Comitato centrale dell’organizzazione, riceverà 25 lakh rupie come ricompensa. In precedenza è stata segretaria del PCI (maoista) nel Gadchiroli meridionale.


Quadri PCI (maoista) impegnati in sabotaggio a sostegno del bandh nazionale in Telangana

18/05/2018

Venerdì 4 maggio, maoisti hanno fatto esplodere una conduttura sotterranea sull’autostrada Bhadrachalam-Charla nel distretto Bhadradri-Kothagudem nell’ambito del loro appello per un blocco statale in segno di protesta contro i presunti combattimenti falsi nelle foreste del Dandakaranya.

Secondo la polizia di Bhadradri-Kothagudem verso le 2:30 del mattino i guerriglieri maoisti hanno fatto saltare in aria, usando potenti esplosivi, una conduttura sotterranea sull’autostrada all’altezza di Satyanarayanapuram del blocco Charla, a quasi 45 km dalla città del tempio di Bhadrachalam.

L’esplosione è stata così potente da causare un cratere nella strada, provocando interruzione del traffico.

Il luogo è a pochi chilometri dal campo CRPF (Forza di polizia speciale di riserva, n.d.t.) a Kaliveru, villaggio situato sul confine Telangana-Chhattisgarh.

I maoisti hanno lasciato opuscoli da parete manoscritti nel villaggio di Gogubaka dello stesso blocco che condannano i recenti falsi combattimenti.

“Abbiamo fatto accorrere altre forze di polizia sul posto che insieme a unità CRPF hanno condotto intense operazioni di rastrellamento nella regione forestale” ha detto un funzionario  di polizia.

I maoisti avevano giurato di vendicarsi dell’uccisione di oltre 50  loro quadri a Gadchiroli in Maharashtra e Bijapur in Chhattisgarh nelle ultime settimane.

Giovedì notte 3 maggio tre altri maoisti sono stati uccisi nel distretto di Sukma in Chhattisgarh, al confine con il Telangana.

Nel quadro delle proteste maoiste, il segretario regionale del Dandakaranya del PCI (maoista), Jagan, ha indetto per venerdì 4 maggio un bandh (sciopero armato, n.d.t.) in Telangana.

Salvo per poche aree interne nei distretti di Bhadradri Kothagudem, Khammam e Adilabad nello Stato non si è avuto  alcun impatto a seguito dell’appello per il bandh.

Tuttavia, la Società trasporti stradali (TRS) nello Stato del Telangana  ha cancellato i servizi di autobus notturni verso le zone remote della zona Bhadrachalam in previsione dell’appello per il bandh.

La polizia ha chiesto ai dirigenti TRS del distretto di non andare in zone sensibili.

Le forze di sicurezza sono state allertate nelle zone lungo il confine Telangana-Chhattisgarh per sventare ogni tentativo di maoisti d’infiltrarsi nello Stato di Telugu.

 


Varavara Rao: “E’ una guerra contro gli adivasi”

18/05/2018

Il poeta rivoluzionario accusa il Centro di falsi combattimenti e repressione militare in Dandakaranya

Lo scrittore rivoluzionario Varavara Rao ha attaccato pesantemente il governo centrale guidato dal BJP (Partito del popolo Indiano, n.d.t.) accusandolo di “genocidio” scatenato in Dandakaranya contro gli adivasi, permettendo alle forze imperialiste di saccheggiare ricchezze minerarie della regione forestale.

L’assassinio di 70 quadri rivoluzionari in una serie di falsi combattimenti nella regione forestale che copre Maharashtra, Jharkhand e Chhattisgarh negli ultimi giorni testimonia la brutale repressione lanciata dal regime dittatoriale al comando, per annientare le lotte del popolo”, ha detto.

Dichiari il Centro “zona di conflitto”la regione Dandakaranya dato che le forze dello Stato stanno scatenando una “repressione massiccia”, ricorrendo ad artiglieria letale come fucili automatici muniti di lanciagranate contro adivasi che formano il cuore dei quadri rivoluzionari, riducendo l’intera zona forestale a “zona di guerra”, ha asserito. La Commissione nazionale per i diritti umani e gruppi internazionali per i diritti umani come Amnesty International dovrebbero occuparsi delle accuse di sfacciata violazione dei diritti umani in Dandakaranya, dal fiume Indravathi in Maharashtra al Godavari in Telangana, ha affermato.

Rao stava parlando qui venerdì 27 aprile ai media insieme a membri di Amarula Bandhu Mitrula Sangham (Organizzazione parenti e amici dei martiri, n.d.t.).

Ha detto che la polizia di Khammam aveva imposto ordini proibitivi ai sensi della sezione 144 del Codice di procedura penale (CrPC) fino all’8 maggio per impedire a riunione proposta dal Sangham (Assemblea dei poeti, n.d.t.) contro la “violenza dello Stato e le uccisioni in combattimenti” originariamente programmata in città per il 28 aprile. “Questo equivale a soppressione della libertà d’espressione” ha dichiarato, precisando che esiste una sentenza secondo cui non è richiesta l’autorizzazione di polizia per assemblee cittadine. Come mai non sono previste restrizioni alla mobilitazione massiccia per la riunione plenaria del partito che governa, quando vigono ordini proibitivi, ha contestato.

“Oggi a pranzo è stata presentata una mozione all’Alta corte di Hyderabad e il tribunale ha comandato alla polizia di Khammam di stendere un rapporto illustrante le ragioni del rifiuto del permesso entro 48 ore. Ora il Sangham ha deciso d’incontrare il commissario della polizia di Khammam per comunicare le nuove date per la riunione proposta provvisoriamente per il 9 o 12 maggio”, ha detto Rao. “La riunione riguardante un gran numero di attivisti adivasi, per i diritti civili e di attiviste sarà tenuta per commemorare le vittime della violenza di Stato durante l’orribile episodio di Pujari Kanker”, ha affermato.

“Ben sette maoiste sono state uccise nel recente falso combattimento di Pujary Kanker e molte altre si crede siano state uccise nell’episodio odierno occorso nel distretto di Bijapur in Chhattisgarh, ai confini con il distretto Jayashankar-Bhupalpalli del Telangana” ha asserito. Affermando che la polizia del Telangana si stava avventurando in Chhattisgarh per operazioni fuori giurisdizione, ha sostenuto che la situazione nella regione Dandakaranya giustifica inchieste d’accertamento dei fatti da parte di organizzazioni internazionali per i diritti umani e l’assistenza, come Asia Watch, Croce Rossa e Medici senza frontiere.


Les forces de sécurité abattent sept présumés maoïstes

15/05/2018

Un total de sept guérilleros présumés, dont deux femmes, ont été abattus au cours de deux combats distincts dans les districts de Kandhamal et de Balangir (Odisha) depuis samedi soir. Les forces de sécurité ont retrouvé un autre corps lundi matin, après avoir déjà récupéré quatre corps après un affrontement qui s’était déroulé dans la forêt de Sudurukumpa du district de Kandhamal dimanche après-midi. Celui-ci a eu lieu alors que deux cadres maoïstes dont la tête était mise à prix avaient été tué dans un échange de tirs avec les forces de sécurité samedi. Le Special Operation Group et la District Voluntary Force avaient déclenché une vaste opération après avoir été informés d’une réunion de cadres du PCI(maoïste) dans la région.

Etat de l

Renouvellement de l’interdiction du PCI(maoïste) dans le Chhattisgarh

01/05/2018

Le gouvernement du Chhattisgarh a prolongé l’interdiction du PCI(maoïste) et de six de ses organisations de front pour une année supplémentaire. Le parti avait été interdit, ainsi que ses groupes associés, par l’état en avril 2006 en vertu du Chhattisgarh Special Public Security Act – 2005. Depuis lors, cette interdiction a été renouvelée tout les ans.

Par ailleurs, deux guérilleros présumés ont été abattus et plusieurs autres blessés dans un affrontement avec les forces de sécuirté dans les forêts du district de Sukma tôt samedi matin. Ce combat s’est déroulé moins de 24 heures après que des commandos Greyhound aient tués six maoïstes, dont six femmes, dans le Bijapur voisin.

Etat du Chhattisgarh

Manifesti del Partito comunista dell’India (maoista) nel mandamento di Charla chiamano a giorno di protesta

28/04/2018

Martedì 24 aprile, manifesti scritti a mano rivolti all’opinione pubblica per invitarla a svolgere una giornata di protesta il 25 aprile contro presunti tentativi di  annacquare la Legge (di prevenzione delle atrocità) contro SC e STe  contro “attacchi continui” a dalit, minoranze, razionalistie donne sono apparsi a nome del Partito comunista dell’India (maoista) in remote aree tribali del mandamento di Charla.

Fonti riferiscono che presunti ribelli maoisti hanno affisso manifesti con il nome del Comitato di zona Charla-Sabari del Partito comunista dell’India (maoista) che invitano la gente a svolgere un “giorno di protesta” mercoledì 25 aprile.

Guérilleros maoïstes